Avendo a disposizione un attrezzo cosi' utile come il cardiofrequenzimetro, si puo' stabilire ,in maniera scientifica, quanto tempo ci vuole per fare recuperare al fisico debilitato dopo una gara .
Di certo la gara porta a uno sconvolgimento interno dell'organismo,c'e' chi lo manifesta in un modo chi in un altro.Si puo' avere svogliatezza generale,insonnia,inappetenza e potrei andare avanti con tantissime altre forme;c'e' chi non avverte nulla,chi addirittura pensa di stare meglio per effetto dell'adrenalina ancora in circolo.
La cosa migliore da fare e' avere un percorso fisso di 10 km e annotarsi il passo medio,la frequenza cardiaca media tenuta rigorosamente all'81% del max(100%),corripondente a un lento cardiaco.Questo test va eseguito la giornata ultima di allenamento prima della gara,di solito al venerdi se la gara e' la domenica,in maniera che il fisico risulta al massimo della sua performance,cioe' in ottima salute.
Considerare che un allenamento di qualita' dovrebbe essere eseguito in queste condizioni e non in condizioni di stanchezza,altrimenti si va solo ad accumulare effetti negativi e scadimento prestativo,senza poi entrare nel discorso molto piu' complesso delle infiammazioni silenti,molto piu' gravi di quanto detto prima e che danneggiano senza saperlo le cellule del nostro organismo.
Solo il recupero,cioe' la capacita del nostro corpo di rigenerarsi e di autoguarirsi dal danno provocato dalla gara o allenamento qualitativo elimina il problema.
Tornando a noi,per verificare se siamo guariti,rifacciamo il test dei 10 km e compariamo i risultati,facendo attenzione a mantenere sullo stesso percorso la stessa media cardiaca(81%).
Se risulta la media passo piu' alta,non si ha ancora recuperato ed e' meglio continuare a fare del lento o riposo o bici sciolta.
L'ottimale sarebbe avere migliorato il passo medio.
Ricordo che il test standard va fatto non in un periodo di carico ma nella settimana pre-gara,quindi di scarico,per avere un riferimento veritiero cardiaco in condizioni di elasticita' cardiaca,altresi' il cuore risulterebbe affaticato,non elastico e con battiti piu' bassi proprio per il suo affaticamento.
BUOM 2025 A TUTTI !!!
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C'è la fondata ipotesi che questo post non lo legga nessuno, d'altra parte
sono passati 5 anni e mezzo, 67 mesi, 287 settimane, 2010 giorni da quando
ques...
3 mesi fa
4 commenti:
Ciao Stefano articolo interessante.
Appena riesco a mandare a revisione uno dei miei tre cardio Polar vedrò di rimetterlo in funzione.
Io il cardio l'ho usato per cosi tanto di quel tempo che anche in questo momento che non posso usarlo, riesco a gestire le mie attività basandomi sulle sensazioni acquisite a suo tempo con il cardio al polso.
Bravo!Io invece faccio fatica,quando non ce l'ho e' come che mi mancasse una parte importante di me.Comunque quello che ho scritto e' solo per fare capire come un buon recupero sia indispensabile per un miglioramento della prestazione.
Sai con la scusa della lontananza dei centri assistenza, ho provato a fare a meno del cardio. Ti posso assicurare che solo con il crono e a volte con l'ausilio del gps, riesco ad avere una lettura dei miei sforzi, come se avessi sempre il cardio al polso.
In pratica quello che il cardio mi ha dato, è praticabile anche a sensazione.
Crono e gps sono indici che non possono determinare lo sforzo interno ma ti costringono a raggiungere anche in condizioni di non forma momentanea sforzi esagerati che si accumulano.Io non sono daccordo in quello che dici e sostengo al 100% l'uso del cardio sopratutto per il recupero.
Chi usa la consapevolezza,le sensazioni,ha un gran vantaggio e alla fine fa' esattamente quello che ho spiegato nel mio post ma in maniera scientifica .
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