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Margherita Hack: "A quei medici che dicono che un bambino non può crescere senza carne, dico che io non ho MAI mangiato carne, perché quando sono nata i miei genitori erano già vegetariani. Eppure sono stata campione di salto in alto e lungo, e ora a 79 anni faccio 100 km in bicicletta, gioco a pallavolo e non ho mai avuto malattie serie". (Dichiarazione di Margherita Hack del febbraio 2001)

giovedì 31 luglio 2008

L'importanza del cardiofrequenzimetro

Giornate come queste con caldo opprimente,umidita',dormire poco e condizionatori al massimo ,sbalzi continui di temperatura fra i vari supermercati con divari di decine di gradi di certo non fanno bene al fisico che reagisce di conseguenza facendoci sentire a volte in non perfette condizioni.Il cuore e' il miglior monitor per confermare questa spossatezza.
A volte e' solo il cuore a dire che qualcosa non va,mentre a noi ci sembra essere a posto.
Stamattina dovevo fare 40 minuti di lento che secondo gli allenamenti fatti precedentemente dovevo stare con la media cuore a 140 e fare i 4'55" circa,invece alla stessa media cuore ho fatto i 5'15".Se avessi tenuto in considerazione il passo avrei portato il cuore troppo in alto e quindi non sarebbe stato piu' un lento ma un lavoro di medio e forse anche veloce,che avrebbe poi allungato i tempi di recupero determinando un decremento delle prestazioni a lungo andare.
Quindi oggi ,senza guardare al passo e senza mettermi problemi di non riuscire a mantenere il passo del lento,ho controllato solo il cuore cercando di recuperare.

2 commenti:

GIAN CARLO ha detto...

ciao Stefano, al 99% è vero, ma qualche volta(specialmente se usato in gara) ti puo' ingannare.
Vedi i battiti stranamente alti, rallenti e poi scopri che ne avevi ancora, oppure acceleri perchè son bassi e scoppi. E' che qualche volta il cuore è pazzerello e succede che quando sei stanco invece di salire molto, magari si addormenta un po'.

Stefano Grandi ha detto...

Quello che dici e' vero.
Infatti in gara non ci guardo mai al cuore e se devo essere sincero nemmno negli allenamenti in maniera maniacale.Pero' poi alla fine della seduta ,al computer,valuto un po' il tutto e traggo delle conclusioni.
Ma in certe giornate tipo questa se ci si guarda ,secondo me,aiuta a non affaticare l'organismo un po' debilitato.
Ho notato che nell'arco di un anno capitano 3-4 volte queste giornate no;prima non davo retta al cuore e spingevo ugualmente(allora mi allenavo in bicicletta)portando il cuore a battiti decisamente piu' alti di quello che dovevo tenere e mi demoralizzavo pure sentendo che facevo fatica a tenere la ruota di ciclisti che normalmente ci stavo tranquillamente davanti.Ce la facevo ...si...ma la sensazione era come di avere la febbre anche nei giorni successivi e a volte me la tiravo questa spossatezza per vari giorni con il morale non certo dei migliori.
Ora invece so che quando il fisico ti dice rallenta,gli devo dare retta e fino ad ora risolvo in fretta questo deficit,e chi mi aiuta a questo scopo e' il cuore,tenendolo massimo al battito del lento e l'uscita fino massimo ad un'ora.
Tu mi dici quando sei stanco il cuore si addormenta...si e' vero...ma e' gia' un primo segnale che si deve recuperare,per arrivare all'obbiettivo della gara prefissata in perfetta forma.
So' che e' difficile rispettare tutto questo ma sono sicuro che i risultati sarebbero di granlunga migliori sia come prestazione che come forma fisica.Comunque meglio il cuore che fa fatica a salire che un cuore che sale troppo a parita' di velocita'.Il primo caso e' l'allenamento che determina un graduale adattamento ,nel secondo si e' affaticati da altri motivi,(caldo,non dormito,mangiato male ecc...).Naturalmente questa e' la mia esperienza.